21 Nov Rivalutazione pensioni 2020
Rivalutazioni: si riparte dallo 0,4%
L’anno nuovo si aprirà con una rivalutazione degli assegni dello 0,4%, sulla base del tasso di inflazione del 2020 (variazione dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi; il Foi) comunicato dall’Istat, come prevede il decreto ministeriale in pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
La rivalutazione verrà effettuata per fasce di importo e prevede, fino al 2021, una indicizzazione al 100% per gli assegni fino a quattro volte il minimo (2.052 euro lordi), e con un successivo decalage, nella misura del 77% per i trattamenti di valore compresi tra quattro e cinque volte il minimo, del 52% per i trattamenti tra cinque e sei volte il minimo, del 47% per i trattamenti tra sei e otto volte il minimo, del 45% per i trattamenti tra otto e e nove volte il minimo e del 40% per gli assegni superiori a nove volte il minimo. Il ragguaglio al 100% fino a quattro volte il minimo è stato deciso con il disegno di legge di Bilancio, ora al vaglio del Parlamento, un provvedimento contestato dai sindacati perché giudicato di portata troppo esigua e che potrebbe essere ancora modificato in Parlamento.